La rabbia e la spesa

Silvio Berlusconi, nella conclusione del G8 sul lavoro che si è svolto ieri a Roma, ha dichiarato che l’Italia si prepara ad ampliare la spesa per gli ammortizzatori sociali, con altri 6 miliardi, per combattere una crisi che – dice – si presenta a livello mondiale di dimensioni tali da generare la perdita di 20 milioni di posti di lavoro.
1 APR 09
Ultimo aggiornamento: 21:24 | 23 AGO 20
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E’ una politica mirata a difendere il più possibile i posti di lavoro e a sollecitare le energie imprenditoriali. Si tratta di un indirizzo che appare, in qualche misura, in contrasto con la prudenza del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che teme un downgrade del nostro debito pubblico. Un downgrade non tanto a opera di società di revisione – che potrebbero effettuarlo soltanto dopo aver conosciuto i dati sul deficit del 2009, quindi fra un anno circa – quanto ad opera del mercato, appesantito da molte emissioni. Il peggioramento del rapporto fra debito e pil opera su due lati: quello dell’espansione del deficit, ma anche quello della contrazione del pil, che dipenderà dalla somma algebrica fra una modesta crescita dei prezzi (il tasso di inflazione si avvia all’1 per cento) e la riduzione del pil in termini reali, che può derivare da un intreccio fra preoccupazione delle famiglie per la perdita del lavoro, caduta della domanda, reazioni negative degli imprenditori. E’ verosimile che Berlusconi porti questa linea al G20, dove potrebbe trovare ostacoli nella diffidenza di Merkel, ma anche consensi in relazione al fatto che si tratta di azioni nel solco della politica fino a qui perseguita dall’Europa: combattere la crisi in modo selettivo, tramite gli ammortizzatori sociali e politiche di sostegno al pil sul lato dell’offerta.